Cancro al seno metastatico, nuove terapie più mirate

Cancro al seno metastatico, nuove terapie più mirate

Biopsia liquida e farmaci target cambiano le prospettive

Il tumore al seno metastatico (mBc) sta diventando sempre più trattabile, grazie all’uso combinato di terapie target e alla diffusione della biopsia liquida. Lo ha sottolineato Paolo Marchetti, presidente della Fondazione per la medicina personalizzata (Fmp), durante il summit nazionale ‘Breastision’, promosso da Menarini Stemline, dedicato alle nuove strategie di precisione per il cancro al seno metastatico Hr+/Her2-.

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Secondo Marchetti, circa due terzi dei casi di mBc sono ormonosensibili e Her2 negativi, aprendo la strada a trattamenti con farmaci biologici in prima linea. Tuttavia, le cellule tumorali possono sviluppare resistenze, rendendo cruciale la capacità di identificare mutazioni specifiche come quelle del gene Esr1 tramite la biopsia liquida, un semplice prelievo di sangue che permette di adattare la terapia in modo personalizzato.

Il tumore Er+, Her2-, rappresentando circa il 70% dei casi italiani, offre oggi nuove possibilità terapeutiche. Elacestrant, primo farmaco approvato dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) per pazienti con mutazione attivante di Esr1, consente di intervenire in modo mirato, ritardando la necessità della chemioterapia. Questo approccio segna un vero cambio di paradigma, trasformando progressivamente la malattia in una condizione cronica in un numero crescente di pazienti.

I dati presentati allo studio clinico di fase 3 Emerald hanno confermato l’efficacia di elacestrant, mostrando una riduzione del 45% del rischio di progressione o morte nelle pazienti con mutazioni Esr1. La sicurezza del farmaco è stata verificata su 478 pazienti, con eventi avversi gestibili, tra cui nausea, dolore muscoloscheletrico e affaticamento. Come ha precisato Valentina Guarneri, direttore dell’Unità di Oncologia 2 dell’Istituto Oncologico Veneto, le linee guida europee Esmo raccomandano elacestrant per la terapia di seconda linea nelle pazienti con mutazioni Esr1, confermando l’importanza della biopsia liquida.

Marchetti ha evidenziato anche le disparità di accesso ai test più sensibili come l’Ngs e alle forme avanzate di biopsia liquida, sottolineando la necessità di centralizzare i prelievi per garantire pari opportunità alle pazienti su tutto il territorio nazionale. La combinazione di farmaci mirati e diagnostica molecolare avanzata permette di seguire l’evoluzione biologica del tumore a ogni progressione, aprendo nuovi scenari terapeutici e migliorando la qualità della vita.

Alessandra Balduzzi, direttrice medica di Menarini Stemline, ha aggiunto che il progresso nella ricerca clinica e biologica, insieme alla collaborazione tra istituzioni, centri di ricerca e industria farmaceutica, sta ampliando le possibilità di cura per i pazienti con tumore metastatico, confermando la biopsia liquida come strumento centrale nella pratica clinica.

(Fil/Adnkronos Salute)

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