Crescita della sarcopenia tra i pazienti cirrotici in Italia
Crescita della sarcopenia – In Italia, la prevalenza della cirrosi epatica coinvolge circa 200mila pazienti ogni anno, e le complicanze legate alla malattia continuano a crescere, influenzate dall’aumento delle patologie dismetaboliche come obesità e diabete. Uno dei principali problemi associati alla cirrosi è la sarcopenia, ovvero la perdita di massa muscolare, che può colpire fino al 90% dei pazienti cirrotici avanzati. Questo fenomeno, discusso durante il XVI Convegno Nazionale del Club Epatologi Ospedalieri (CLEO), rappresenta un rischio importante per la salute dei pazienti e richiede un approccio nutrizionale specifico per prevenire e gestire la condizione.
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La sarcopenia, una patologia nota soprattutto nella popolazione anziana, si manifesta in misura rilevante anche nei pazienti cirrotici, portando a una riduzione della massa muscolare che, secondo i dati forniti dal CLEO, può arrivare a una prevalenza del 20-90% tra i pazienti affetti da cirrosi. Questo varia a seconda dello stadio della malattia, con i pazienti più avanzati che mostrano maggiori segni di fragilità fisica e perdita di tono muscolare. Il problema è amplificato dalla malnutrizione, condizione comune tra i pazienti cirrotici, che spesso presentano un quadro clinico di emaciazione, ascite (accumulo di liquidi nell’addome) e debolezza muscolare.
Rodolfo Sacco, Presidente del CLEO e Direttore della Struttura Complessa di Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico di Foggia, ha spiegato che il principale fattore che contribuisce alla sarcopenia nei pazienti cirrotici è la malnutrizione. Nei pazienti uomini, inoltre, la diminuzione del testosterone può ulteriormente favorire la perdita di massa muscolare. Un’altra causa è l’alterazione di proteine specifiche, come la miostatina, che in eccesso limita la crescita muscolare.
Secondo Sacco, la sarcopenia in questi pazienti richiede una gestione particolare, con un’attenzione speciale alla nutrizione per contrastare la fragilità fisica. In passato, i pazienti cirrotici erano solitamente consigliati di ridurre l’assunzione di proteine, in particolare quelle animali, per evitare l’encefalopatia porto-sistemica, una complicanza grave della cirrosi. Tuttavia, recenti studi hanno mostrato che questa restrizione proteica peggiora la sarcopenia, compromettendo ulteriormente lo stato muscolare dei pazienti.
Ora, il nuovo approccio proposto dagli epatologi prevede un’alimentazione bilanciata, che include carboidrati, grassi e una quota proteica più elevata, soprattutto sotto forma di proteine vegetali. Questo tipo di dieta, afferma Sacco, è efficace nel prevenire la malnutrizione e supportare il mantenimento della massa muscolare nei pazienti cirrotici, limitando lo sviluppo della sarcopenia. Una gestione nutrizionale mirata può migliorare notevolmente la qualità della vita e ridurre il rischio di disabilità, cadute e altre complicanze associate alla perdita muscolare.
L’incremento della sarcopenia nei pazienti cirrotici è attribuibile anche al crescente impatto delle patologie dismetaboliche. Sebbene le epatiti virali siano oggi più gestibili, grazie ai vaccini per l’epatite B e ai trattamenti per l’epatite C, i disturbi metabolici come obesità e diabete stanno diventando i principali responsabili dei danni epatici. Questi problemi metabolici, diffusi in Italia e strettamente legati agli stili di vita moderni, comportano l’aumento di peso, squilibri glicemici e alterazioni dei lipidi, tutti fattori che contribuiscono allo sviluppo della cirrosi e delle sue complicanze.
In Italia, si stima che ogni anno la cirrosi provochi tra i 10mila e i 15mila decessi, evidenziando la necessità di migliorare la gestione delle malattie epatiche e delle loro complicanze. Le persone affette da diabete e obesità sono particolarmente a rischio di sviluppare patologie epatiche gravi: fino al 15% di questi pazienti può infatti evolvere verso la cirrosi o addirittura l’epatocarcinoma. Questo implica che la popolazione giovane, esposta a fattori di rischio come dieta non equilibrata, abuso di alcol e sedentarietà, è anch’essa soggetta a sviluppare precocemente problemi epatici, con conseguenze dirette anche sul tono muscolare.
Le raccomandazioni per affrontare la sarcopenia nei pazienti cirrotici sono parte di una strategia di cura più ampia, che negli ultimi anni si è evoluta notevolmente. Sacco sottolinea che nei reparti di epatologia oggi viene prestata molta più attenzione al corretto apporto calorico e proteico. “Oggi si consiglia un introito equilibrato di tutti i nutrienti, inclusi carboidrati e grassi, con una quota proteica rinforzata dalle proteine vegetali”, spiega Sacco. Questo approccio, che mira a sostenere il mantenimento della massa muscolare senza esacerbare le complicanze della cirrosi, rappresenta un cambiamento significativo rispetto alle pratiche di gestione nutrizionale adottate in passato.
Gli studi presentati al Convegno CLEO di Roma confermano che la sarcopenia tra i pazienti cirrotici rappresenta una sfida sempre più urgente e richiede un intervento multidisciplinare. Il CLEO ha ribadito l’importanza di un supporto nutrizionale specifico e della collaborazione tra epatologi, nutrizionisti e altri specialisti per ottimizzare la gestione di questi pazienti. La malnutrizione, in particolare, è un problema che va affrontato fin dai primi stadi della cirrosi, evitando che il paziente raggiunga uno stato avanzato di fragilità.
In conclusione, la prevalenza della sarcopenia nei pazienti cirrotici italiani richiede nuove strategie di prevenzione e cura. Gli epatologi auspicano un ampliamento delle linee guida per il trattamento nutrizionale dei pazienti con cirrosi, sottolineando la necessità di prevenire la perdita muscolare e migliorare la qualità della vita.


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