
Sanità, appalti e farmaci: dialogo tra tre professioni chiave
ROMA, 15 SETTEMBRE – In un contesto sanitario sempre più complesso, dove la sostenibilità si intreccia con l’innovazione terapeutica e l’efficienza amministrativa, tre professioni fondamentali del Servizio Sanitario Nazionale si sono sedute allo stesso tavolo per affrontare insieme una delle sfide più delicate: l’approvvigionamento dei farmaci alla luce del nuovo Codice degli Appalti (Dlgs 36/2023).
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È il cuore dell’evento istituzionale “Governance in Sanità: il contributo multiprofessionale”, promosso da SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera), in collaborazione con FARE (Federazione delle Associazioni Regionali Economi e Provveditori della Sanità) e FADOI (Federazione dei Medici Internisti Ospedalieri), tenutosi a Roma in una due giorni a porte chiuse ricca di confronti, dibattiti e analisi, come riportato nel comunicato stampa di Walter Gatti – ufficio stampa e comunicazione SIFO.
Un’iniziativa che ha raccolto le voci di farmacisti, clinici e provveditori per elaborare soluzioni condivise su criticità ormai strutturali nella gestione degli acquisti farmaceutici, aggravate dall’entrata in vigore del nuovo Codice degli Appalti.
«Abbiamo fortemente voluto creare uno spazio di confronto tra tutte le professionalità coinvolte nei processi di approvvigionamento dei farmaci», spiega Arturo Cavaliere, presidente di SIFO, aprendo i lavori. «Fino ad oggi, farmacisti ospedalieri e provveditori hanno collaborato per affrontare le problematiche connesse agli acquisti, ma in questo evento per la prima volta abbiamo integrato il punto di vista clinico, grazie alla partecipazione dei medici internisti della FADOI. È un passaggio cruciale per un SSN che deve essere sempre più sinergico, trasparente e centrato sul paziente».
La sinergia tra le società scientifiche ha messo in luce l’importanza di un’alleanza trasversale: non solo tra ruoli e competenze, ma anche tra livelli decisionali e sensibilità professionali. La condivisione delle criticità e delle buone pratiche, infatti, è apparsa come la via maestra per generare un reale cambiamento.
Tra i temi caldi emersi nel corso del dibattito, spicca la difficoltà di applicazione del nuovo Codice degli Appalti al contesto sanitario, in particolare nell’ambito dell’acquisto di farmaci, dispositivi e tecnologie sanitarie. Secondo Adriano Leli, presidente FARE, «il Codice presenta non poche criticità applicative. L’unico modo per superarle è fare sistema. Il nostro obiettivo è l’erogazione di farmaci appropriati e sostenibili, in linea con il principio del risultato previsto dalla normativa. È una sfida che possiamo vincere solo lavorando insieme».
A confermare il valore del coinvolgimento clinico è anche Andrea Montagnani, presidente eletto di FADOI: «Come medici internisti, seguiamo pazienti spesso complessi e fragili, per cui l’accesso alle terapie innovative è fondamentale. Le criticità non sono solo cliniche, ma anche organizzative ed economiche. Per questo abbiamo scelto di condividere questo progetto: portiamo il nostro punto di vista clinico, ma vogliamo anche comprendere meglio le dinamiche tecniche e normative che regolano l’accessibilità ai farmaci».
L’evento, coordinato scientificamente da Barbara Meini (SIFO), è stato progettato con una struttura innovativa, capace di unire analisi dati, confronto diretto e sviluppo progettuale. Cuore dell’iniziativa, infatti, è stata la presentazione di una survey interna alle tre società scientifiche, i cui risultati sono stati commentati non solo dai partecipanti, ma anche da aziende farmaceutiche e da un auditor indipendente, con l’obiettivo di raccogliere esigenze, criticità e proposte di miglioramento.
Il percorso si è poi articolato in tre fasi principali:
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Analisi delle criticità emerse dalla survey, con il contributo degli stakeholder del settore farmaceutico e sanitario;
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Confronto a porte chiuse tra le tre società scientifiche, con discussione sui nodi strutturali emersi;
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Tavoli di lavoro multiprofessionali, composti da rappresentanti delle diverse regioni italiane, per elaborare un documento finale condiviso.
Un documento che, come spiegano gli organizzatori, verrà presentato al prossimo congresso nazionale e sottoposto all’attenzione delle istituzioni competenti, con lo scopo di favorire interventi concreti a supporto del sistema sanitario pubblico.
«La nostra aspettativa era quella di promuovere un dialogo vero, multidisciplinare e costruttivo», conclude Montagnani. «In sanità, l’efficienza non può prescindere dalla collaborazione. Serve ascolto reciproco, serve comprensione delle reciproche sfide. Solo così possiamo costruire un sistema che sia davvero equo, sostenibile e centrato sul paziente».
Le tre società scientifiche, con questa iniziativa, lanciano un messaggio forte e chiaro: la governance della sanità non è più un affare solo tecnico o solo clinico. È un terreno comune dove dialogo e collaborazione devono guidare le scelte. Perché dietro ogni gara d’appalto, dietro ogni molecola acquistata, c’è un paziente che aspetta una cura.

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