
Ministero della Salute, strategie condivise per pazienti anziani
ROMA – In un’Italia che invecchia rapidamente, la tutela dei pazienti fragili diventa una priorità non più rimandabile. Al Ministero della Salute, il quarto appuntamento de “La Sanità che vorrei…”, promosso da SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), ha riunito voci autorevoli della comunità scientifica, rappresentanti istituzionali, associazioni di pazienti e imprese per delineare un nuovo approccio alla cura e alla prevenzione, come riporta il comunicato di Elena Talpo – Ufficio Stampa Diessecom.
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L’incontro, dal titolo “Pazienti fragili: prevenzione e presa in carico per i soggetti anziani e con comorbidità. Piano Pandemico: strategie e operatività per un’efficace prevenzione”, ha posto al centro il tema della fragilità, affrontata in tutte le sue dimensioni: clinica, sociale, organizzativa. Un dialogo aperto e multidisciplinare, volto a costruire un modello sanitario più umano, integrato e sostenibile.
Oggi in Italia gli over 65 superano i 15 milioni. Secondo le proiezioni, nel 2050 saranno tre volte più numerosi dei giovani sotto i 15 anni. Questo dato impone una riflessione profonda su come garantire una presa in carico efficace e sostenibile di una popolazione sempre più anziana e vulnerabile. La risposta non può che essere sistemica: serve una sanità capace di intercettare precocemente la fragilità, di personalizzare gli interventi, di valorizzare il territorio.
Il nuovo Piano Pandemico Nazionale 2025-2029, presentato dal Prof. Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT, rappresenta un’evoluzione strategica. Non solo misure di contenimento e una rete nazionale per diagnosi tempestive e ricoveri, ma anche la disponibilità di farmaci antivirali in grado di bloccare la circolazione del virus fin dalle prime fasi. “In attesa del vaccino pandemico – ha spiegato Andreoni – l’impiego tempestivo di antivirali potrà ridurre significativamente la diffusione del patogeno e proteggere la popolazione più vulnerabile”.
Il Prof. Claudio Mastroianni, Past President SIMIT, ha sottolineato come gli anziani e i pazienti con comorbidità siano i più esposti a complicanze infettive gravi. “Una risposta concreta passa da campagne vaccinali mirate contro influenza, COVID-19, Herpes Zoster, Virus Respiratorio Sinciziale, Pneumococco e Meningococco – ha dichiarato – rese oggi possibili grazie a vaccini moderni, efficaci e sicuri. La prevenzione è la prima arma per ridurre l’impatto delle infezioni nei pazienti fragili”.
Un ruolo centrale nella presa in carico del paziente anziano è svolto dalla Valutazione Multidimensionale (VMD), lo strumento che consente di analizzare in modo integrato gli aspetti clinici, psicologici, funzionali e sociali. Le Linee Guida nazionali elaborate da SIMG e SIGOT con il supporto dell’Istituto Superiore di Sanità rappresentano un punto di svolta. Il Progetto RADAR, illustrato da Renato Fanelli, mira a sviluppare un modello di governance delle cure attraverso la stratificazione del rischio e la formazione dei Medici di Medicina Generale esperti nella “Medicina della Complessità”.
La tavola rotonda istituzionale ha evidenziato l’urgenza di rafforzare la sanità territoriale. I senatori Daniele Manca e Orfeo Mazzella, insieme ai deputati Gian Antonio Girelli e Simona Loizzo, hanno ribadito l’impegno parlamentare in questa direzione. Roberto Ieraci ha condiviso il modello della Regione Lazio, basato su prevenzione e prossimità. Le farmacie, come presidi sanitari di comunità, sono state indicate come attori fondamentali per intercettare precocemente la fragilità.
Le fragilità derivanti da diabete, patologie cardiovascolari e oncologiche sono state affrontate dal Prof. Ernesto Maddaloni e dal Prof. Massimo Massetti. Il Prof. Umberto Vespasiani Gentilucci ha invece posto l’attenzione sulla nuova epidemiologia delle epatopatie, sempre più legate all’aspetto metabolico e all’alcol, e sulle malattie rare come la colangite biliare primitiva, che può evolvere in cirrosi ed epatocarcinoma.
Marino D’Angelo, Coordinatore Commissione Nazionale SIT, ha aperto una riflessione sulle potenzialità e i rischi dell’Intelligenza Artificiale in sanità. Se da un lato può migliorare la diagnosi e la personalizzazione delle cure, dall’altro impone una vigilanza etica e normativa per garantire equità e sicurezza.
Il talk show conclusivo ha affrontato il tema della dignità delle cure in un Paese sempre più vecchio, stanco e malato. Sebastiano Capurso, Maria Stella Giorlandino, il Prof. Mauro Cozzoli, Francesco Macchia ed Eleonora Selvi hanno ribadito che la riforma del SSN deve partire da un principio etico: nessuno deve essere lasciato indietro. La prof.ssa Cristina Mussini ha chiuso i lavori con un appello alla responsabilità condivisa: “La sanità che vogliamo è quella che non dimentica nessuno”.

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