Influenza australiana milioni di persone a letto, i più colpiti sono i bambini [Video]

intanto due pazienti sono morti al Policlinico San Matteo di Pavia, dopo aver contratto l' influenza. In entrambi i casi si trattava di persone in cura da tempo per gravi patologie

Influenza australiana milioni di persone a letto, i più colpiti sono i bambini

Influenza australiana milioni di persone a letto, i più colpiti sono i bambini

L’ influenza e i virus parainfluenzali sono quasi un appuntamento fisso per milioni di persone ogni anno e a farne di piu’ le spese sono soprattutto i bambini. I piu’ piccoli infatti – secondo la Societa’ Italiana di Pediatria (SIP) – sono piu’ colpiti perche’ trascorrono tanto tempo in ambienti chiusi e affollati come asili, scuole, palestre e spazi ricreativi.

Alcuni pratici accorgimenti possono pero’ ridurre il rischio di contagio: lavare le mani frequentemente; non scambiare ciucci e posate; provvedere a una corretta idratazione; far assumere frutta e verdura in quantita’ adeguate; non dimenticare di somministrare vitamine, qualora prescritte dal pediatra; curare il raffreddore con i lavaggi nasali; evitare il contatto con persone con sintomi influenzali; areare gli ambienti chiusi frequentemente; vestire i bambini in modo adeguato; se i bambini rientrano nelle categorie consigliate, non dimenticare di somministrare loro il vaccino anti influenzale.

L’ influenza non deve essere sottovalutata e per questo la societa’ scientifica sta spingendo affinche’ dal prossimo anno tutti i bambini siano vaccinati, cosi’ come avviene gia’ in altri Paesi europei”, dichiara all’ Agenzia giornalistica Italia, Alberto Villani, presidente della Societa’ Italiana di Pediatria. Secondo Villani il vaccino “e’ un’ ottima arma di prevenzione e una risorsa che deve essere sfruttata da tutti per diminuire il rischio di contrarre l’ influenza. Per questo speriamo, visto il picco di bambini malati durante gli ultimi mesi, che dal prossimo anno le linee guida del ministero della Salute cambino e includano tra i soggetti da vaccinare anche tutti i bambini dai 6 mesi ai 6 anni e non solo quelli, come avviene ora, con particolari patologie”.

“E’ importante – aggiunge il presidente SIP – che a vaccinarsi siano anche le aspiranti mamme durante gli ultimi 3 mesi di gravidanza.

E’ l’ unica soluzione per tutelare i neonati fino a 6 mesi, per i quali un’ influenza potrebbe determinare conseguenze molto serie sulla salute“. Quest’ anno l’ influenza si e’ sviluppata in una forma particolarmente ‘ aggressiva’ e da novembre a oggi sono stati migliaia i bambini che hanno contratto il virus. “I bambini malati sono stati molti di piu’ rispetto l’ anno scorso”, racconta Villani, “al Bambino Gesu’ di Roma e’ stata una vera e propria emergenza. Siamo stati costretti a rimandare i ricoveri programmati per accogliere i bambini con problemi causati dall’ influenza”.

La fascia di eta’ piu’ colpita – scrivono gli esperti dell’ Istituto Superiore di Sanita’ nel rapporto settimanale Influnet – e’ quella dei bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’ incidenza pari a circa 30,8 casi per mille assistiti e quella tra 5 e 14 anni pari a 15,9. In questi casi, gli esperti consigliano di far riposare il bimbo influenzato, anche se non necessariamente a letto, e di evitare i cosiddetti rimedi della nonna, come le spugnature con aceto e la borsa d’ acqua fredda sulla fronte. Eventualmente e’ meglio fare delle spugnature con acqua tiepida per dare al bambino una sensazione di benessere. E’ importante assicurarsi anche che il bambino beva abbastanza cosi’ da soddisfare le aumentate richieste di liquidi che si hanno durante la febbre.

Un capitolo a parte va aperto per gli antibiotici. Vanno somministrati solo in alcuni casi e su precisa indicazione del pediatra. Infatti, l’ antibiotico non serve per curare l’ influenza, ma solo per far fronte a un’ eventuale complicanza batterica. Bisogna ricordarsi – precisa SIP in una nota – che somministrare un antibiotico a un bambino, se non necessario, non aiuta a far passare prima la febbre.

E intanto due pazienti sono morti al Policlinico San Matteo di Pavia, dopo aver contratto l’ influenza. In entrambi i casi si trattava di persone in cura da tempo per gravi patologie.

A darne notizia è, oggi, il quotidiano ‘ La Provincia pavese’ . Le vittime sono una donna di 75 anni, che era curata per seri problemi cardiovacolari, e un uomo di 50 anni in cura per una malattia ematologica. Per tutti e due l’ influenza si è rivelata fatale, aggravando in maniera irrimediabile un quadro clinico già compromesso. Anche il San Matteo di Pavia, come molti altri ospedali, deve fare i conti in questi giorni con un boom di ricoveri legati proprio al picco della malattia di stagione. I reparti di Rianimazione del Policlinico sono al completo. Si sono registrati casi gravi anche tra pazienti giovani.

E l’influenza, quindi,  ha raggiunto il picco. Ed erano 14 anni che non capitavano così tanti casi. Dall’8 al 14 gennaio 2018, infatti, il numero è stabile rispetto al periodo 1-7 gennaio, con una lieve flessione della curva epidemica che “ci fa ben sperare che le ultime due settimane rappresentino il picco epidemico stagionale”. Lo riferisce il nuovo bollettino dei medici sentinella della rete ‘Influnet‘ dell’Istituto superiore di sanità.

Nel periodo in esame, scrive AdnKronos, il numero di casi stimati è pari a circa 832mila, per un totale di circa 3 milioni e 883mila casi dall’inizio della sorveglianza.

 Quella di quest’anno, “in termini di diffusione, è la più grave epidemia di influenza stagionale in Italia dal 2004“, commenta all’Adnkronos Salute Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità (Iss). I dati Influnet parlano di 140 casi gravi di influenza e di 30 morti, “e siamo preoccupati, perché già l’anno scorso abbiamo avuto l’eccesso di mortalità da complicanze da influenza stagionale più alto in Europa insieme alla Gran Bretagna”. Secondo Ricciardi, dunque, “questo potrebbe essere un anno particolarmente grave”.

Il livello di incidenza dei virus influenzali in Italia nella seconda settimana del 2018 – si legge nel rapporto – è ancora “molto alto” ed è pari a 13,73 casi per mille assistiti (era di 13,89/mille nella settimana di rilevazione precedente).

I PIU’ COLPITI – La fascia di età più colpita è quella dei bambini minori di 5 anni, in cui si osserva un’incidenza pari a 30,84 casi per mille assistiti, seguita dalla fascia 5-14 anni con 15,90 casi per mille. L’incidenza nei giovani adulti (15-64 anni) è di 13,79 casi per mille, mentre quella fra gli anziani di 7,76/mille.

DAL 2004 – Guardando alla tabella contenuta nel report, si nota come l’altezza raggiunta dalla curva epidemica 2017-2018 è seconda solo a quella della curva 2004-2005.

EPIDEMIA – “Nella seconda settimana 2018 – recita infatti il report – si arresta l’ascesa della curva epidemica; il livello dell’incidenza nelle ultime due settimane ha superato la soglia ‘molto alta’ ed è quindi paragonabile solo a quello raggiunto nelle stagioni 2004-05 e pandemica 2009-10”.

I MEDICI – Nella seconda settimana dell’anno, in tutte le Regioni italiane il livello di incidenza è pari o superiore a 10 casi per mille assistiti, tranne che in Friuli Venezia Giulia, Veneto e nella Provincia autonoma di Bolzano. Come di consueto, si sottolinea tuttavia che “l’incidenza osservata in alcune Regioni è fortemente influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato, al momento, i loro dati”.

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