Lavoro e salute, esperti chiedono più sostegno
Pregiudizi radicati, isolamento psicologico e carenza di supporto continuano a segnare la vita di milioni di persone con diabete, soprattutto in ambito lavorativo. Nonostante i progressi della medicina e la disponibilità di tecnologie avanzate per il monitoraggio della glicemia e la somministrazione di insulina, la malattia resta circondata da stereotipi che alimentano discriminazione e disagio.
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Il tema è stato affrontato nel podcast “Diabete oltre il pregiudizio. Come affrontare lo stigma”, prodotto da Adnkronos con il sostegno non condizionante di Abbott e diffuso su YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.com. . L’iniziativa, legata al World Diabetes Day 2025, ha visto il confronto tra Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (Sid), Stefano Garau, vicepresidente nazionale della Fand – Associazione Italiana Diabetici, e Stefano Nervo, presidente di Diabete Italia.
Gli esperti ricordano che in Italia circa 4 milioni di persone convivono con il diabete. Sette su dieci hanno tra i 20 e i 65 anni, quindi in piena età lavorativa. Il 40% ritiene che la gestione della patologia sul posto di lavoro incida negativamente sul benessere, mentre tre su quattro dichiarano di soffrire di sintomi riconducibili ad ansia o depressione. L’Organizzazione mondiale della sanità ha invitato a riflettere sullo stigma, sollecitando maggiore attenzione agli aspetti sociali e psicologici.
Secondo Buzzetti, il nodo centrale resta un pregiudizio diffuso che associa erroneamente il diabete al consumo eccessivo di zuccheri. In realtà, nel diabete di tipo 2 – che rappresenta circa il 90% dei casi – incidono fattori genetici e determinanti socioeconomici. La Sid spinge per un cambiamento culturale che parta dal linguaggio, evitando definizioni stigmatizzanti e ponendo al centro la persona.
Garau sottolinea l’importanza della formazione e dell’accompagnamento, soprattutto nelle fasi iniziali della diagnosi. La Fand ha avviato corsi per la figura del “diabetico guida”, volontari preparati ad affiancare altri pazienti nei centri di diabetologia. Sono già 250 le persone formate e sono in corso interlocuzioni con le istituzioni per il riconoscimento ufficiale del ruolo, anche come risposta alla carenza di personale sanitario.
Nervo evidenzia l’impegno di Diabete Italia nel promuovere quotidianamente iniziative di sensibilizzazione: dai campi scuola per bambini e ragazzi ai corsi di educazione alimentare. Attività che si affiancano al Servizio sanitario nazionale, colmando lacune soprattutto sul diabete di tipo 2, ancora poco coperto da programmi di informazione mirata.
Il vodcast nasce per stimolare un cambiamento culturale e sociale, facendo luce su una realtà spesso trascurata. L’obiettivo è promuovere una narrazione più corretta e inclusiva, capace di abbattere barriere e restituire dignità alle persone. La disponibilità su piattaforme digitali amplia la diffusione del messaggio, rendendolo accessibile a un pubblico vasto e diversificato.
Il diabete, se non diagnosticato e trattato adeguatamente, può portare a gravi complicanze. Ma la vera sfida oggi è sociale: garantire che chi convive con la malattia non debba affrontare anche il peso del giudizio. Il vodcast rappresenta un passo concreto verso una società più consapevole, dove la salute non sia motivo di esclusione ma occasione di solidarietà. L’episodio completo è disponibile su YouTube, Spotify e nella sezione Podcast di adnkronos.com.
(Red-Sal/Adnkronos Salute)



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