Tumori ereditari, test neonatali e disturbi alimentari nei Lea
Via libera alla revisione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), con un aggiornamento che segna una svolta attesa da otto anni. La Conferenza Stato-Regioni ha approvato due decreti che ridefiniscono l’accesso alle cure garantite dal Servizio sanitario nazionale, con l’obiettivo di rendere le prestazioni più attuali, eque e appropriate.
| © Protetto da Copyright DMCA |
Il primo decreto introduce nuove terapie psicoeducazionali per i disturbi dell’alimentazione, sia individuali che di gruppo, e riconosce tre nuove patologie croniche esenti dal ticket: fibromialgia, idrosadenite suppurativa e malattia polmonare da micobatteri non tubercolari. Viene inoltre potenziato il monitoraggio della gravidanza fisiologica, con prestazioni specialistiche più estese.
Il secondo provvedimento, a neutralità finanziaria, aggiorna gli elenchi delle malattie rare che danno diritto all’esenzione, rivede le cure termali e i Diagnosis Related Group (DRG) per ricoveri a rischio di inappropriatezza.
Tra le innovazioni più rilevanti, l’ampliamento dello screening neonatale a otto nuove malattie genetiche rare, tra cui SMA e SCID, e l’avvio di un programma di sorveglianza attiva per donne con mutazioni genetiche BRCA1 e BRCA2. Il percorso prevede test genetici sulle pazienti oncologiche e controlli periodici sulle familiari sane, con oltre 10.000 donne coinvolte ogni anno.
L’impatto economico stimato è di circa 150 milioni di euro annui. Le Regioni chiedono che l’entrata in vigore avvenga almeno 30 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, per consentire l’adeguamento dei sistemi informativi e organizzativi.
La deputata Ilenia Malavasi ha definito l’approvazione “un passo atteso da troppo tempo”, auspicando una rapida operatività e risorse adeguate per garantire pari accesso alle cure in tutto il Paese.

Commenta per primo