Ipertrofia benigna della prostata diagnosi e terapia professor Ettore Mearini

Tra le patologie che riguardano la prostata, la più diffusa è sicuramente l'ipertrofia prostatica benigna o adenoma della prostata

Ipertrofia benigna della prostata diagnosi e terapia professor Ettore Mearini

Tra le patologie che riguardano la prostata, la più diffusa è sicuramente l’ipertrofia prostatica benigna o adenoma della prostata. Ciò avviene soprattutto dopo i 50-60 anni. Con l’avanzare degli anni, infatti, la parte centrale della prostata tende a ingrossarsi fino a superare anche di 2-3 volte le misure ritenute normali. Con l’età aumenta il tasso di estrogeni e, essendo la parte muscolare della prostata dotata di un gran numero di recettori per gli estrogeni, aumenta anche il rischio di ipertrofia. E’ stato invece scientificamente dimostrata l’assenza di correlazione con lo stato sociale e culturale, con il gruppo sanguigno, il vizio del fumo, l’abuso di alcol, le malattie cardiovascolari, il diabete, la cirrosi epatica e l’ipertensione. A differenza del carcinoma prostatico (che origina, in genere, a carico della porzione periferica), l’ipertrofia si sviluppa a carico della prostata centrale.

Sviluppo della malattia

La crescita della ghiandola prostatica tende a restringere sempre di più l’uretra prostatica, la parte dell’organo che inizia con l’orifizio uretrale interno della vescica e termina all’apice del pene in corrispondenza dell’orifizio uretrale esterno. Questo fa sì che il primo sintomo avvisabile sia, quasi sempre, la difficoltà ad urinare. La vescica è costretta a lavorare di più per tentare di espellere l’urina e, con il tempo, si indebolisce, perde efficienza ed è soggetta a diverticoli (ernie vescicali). La difficoltà nell’espellere i liquidi, inoltre, può far sì che parte delle sostanze di scarto restino nella vescica, dando luogo a possibili infezioni e calcolosi.

Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/salute/ipertrofia-prostatica.html

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