Vaccino anti-melanoma, fase 3 apre nuove prospettive di cura

Moderna e Merck: Intismeran e Keytruda riducono le recidive

📌 FLASH NEWS – Melanoma, Moderna e Merck annunciano risultati positivi di fase 3 per Intismeran insieme a Keytruda. Lo studio su oltre 1.100 pazienti indica una riduzione del rischio di recidiva o morte dopo la rimozione del tumore cutaneo.


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Un trattamento sperimentale basato sulla tecnologia mRna e sviluppato da Moderna insieme a Merck ha raggiunto gli obiettivi principali di uno studio clinico di fase 3 condotto su pazienti con melanoma ad alto rischio o in stadio avanzato sottoposti a intervento chirurgico. I risultati annunciati dalle due aziende indicano una riduzione del rischio di recidiva della malattia o di morte quando il trattamento personalizzato Intismeran viene associato all’immunoterapico Keytruda.

La sperimentazione ha coinvolto oltre 1.100 pazienti con melanoma ai quali la massa tumorale era stata completamente rimossa chirurgicamente. L’obiettivo era verificare se la combinazione terapeutica potesse migliorare il trattamento adiuvante, cioè la terapia somministrata dopo l’intervento con lo scopo di diminuire la possibilità che il tumore si ripresenti o si diffonda.

Secondo Moderna e Merck, si tratta del primo risultato positivo di fase 3 annunciato per una terapia oncologica basata sulla tecnologia mRna. Un passaggio considerato rilevante nello sviluppo di trattamenti costruiti sulle caratteristiche specifiche del tumore di ogni singolo paziente.

Intismeran sviluppato sulle caratteristiche del singolo tumore

La particolarità di Intismeran risiede nel suo carattere personalizzato. Il trattamento viene infatti sviluppato sulla base della specifica impronta mutazionale del tumore del paziente, con l’obiettivo di indirizzare la risposta immunitaria verso caratteristiche proprie delle cellule tumorali.

Nello studio, Intismeran è stato somministrato insieme a Pembrolizumab, commercializzato da Merck con il nome Keytruda. Il confronto è stato effettuato con pazienti trattati con il solo Keytruda dopo la completa rimozione chirurgica del melanoma.

La sperimentazione ha riguardato persone con melanoma di stadio IIB-IV completamente resecato. In questa popolazione di pazienti la terapia adiuvante interviene quando il tumore è stato rimosso, ma permane il rischio che la malattia possa tornare.

I risultati comunicati dalle aziende mostrano che la combinazione sperimentale ha raggiunto gli obiettivi chiave previsti dal protocollo dello studio di fase 3.

Georgina Long: una pietra miliare nel trattamento adiuvante

A sottolineare la rilevanza dei dati è stata Georgina Long, direttrice medica del Melanoma Institute Australia e professoressa di Oncologia Medica del melanoma all’Università di Sydney, che ha guidato lo studio.

Secondo Georgina Long, i risultati rappresentano una pietra miliare nel trattamento adiuvante della malattia. La sperimentazione ha infatti mostrato che Intismeran associato a Pembrolizumab può ridurre il rischio di recidiva o morte nei pazienti con melanoma di stadio IIB-IV completamente resecato rispetto al trattamento con il solo Keytruda.

La combinazione potrebbe quindi aprire la strada a un diverso approccio nella fase successiva alla chirurgia. L’obiettivo è mantenere i pazienti liberi dalla malattia più a lungo, intervenendo quando il tumore è stato rimosso ma il rischio di una nuova manifestazione resta presente.

La prospettiva indicata dai ricercatori è quella di integrare maggiormente la personalizzazione della terapia nella strategia oncologica, utilizzando le caratteristiche molecolari dello specifico tumore per orientare il trattamento.

La terapia dopo l’intervento per limitare il rischio di recidiva

Il ruolo della terapia adiuvante è centrale nei risultati presentati dalle due aziende. Il trattamento viene somministrato dopo l’intervento chirurgico, quando la massa tumorale è stata rimossa, per aumentare le possibilità di evitare una nuova comparsa della malattia.

Dean Y. Li, presidente dei Merck Research Laboratories, ha evidenziato come intervenire nelle fasi più precoci del decorso della patologia, quando numerosi tumori sono considerati maggiormente trattabili, abbia lo scopo di aumentare le probabilità di guarigione per un numero più elevato di pazienti.

Per Merck, i primi risultati dello studio di fase 3 rafforzano le prospettive offerte da un approccio più personalizzato alla cura oncologica. Le terapie basate sui neoantigeni personalizzati potrebbero infatti modificare il trattamento dei pazienti con melanoma di stadio IIB-IV dopo la completa rimozione chirurgica del tumore.

I dati dello studio denominato INTerpath-001 dovranno ora essere illustrati in maniera più approfondita alla comunità scientifica.

Dalla tecnologia mRna contro il Covid alla ricerca oncologica

Il risultato annunciato assume rilievo anche per il percorso compiuto dalla tecnologia mRna. Moderna è stata, insieme a Pfizer-BioNTech, tra le prime aziende a sviluppare e commercializzare su larga scala un vaccino anti-Covid basato sull’Rna messaggero.

L’impiego della stessa piattaforma tecnologica nella ricerca oncologica punta però a un obiettivo differente. Nel caso di Intismeran, il trattamento viene progettato sulle caratteristiche del tumore del singolo paziente e non come prodotto identico destinato indistintamente a un’ampia popolazione.

Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna, ha ricordato come per molti anni fosse difficile immaginare la possibilità di realizzare un trattamento mRna specificamente progettato per il tumore di una singola persona. I risultati dello studio rappresentano, secondo il vertice dell’azienda, un avanzamento concreto verso quella prospettiva.

La personalizzazione costituisce dunque uno degli elementi centrali del progetto: il trattamento punta a utilizzare le informazioni derivanti dalle mutazioni tumorali del singolo individuo per costruire una risposta terapeutica mirata.

Moderna e Merck verso il confronto con le autorità regolatorie

L’annuncio dei risultati positivi ha avuto conseguenze anche sui mercati finanziari. Dopo la diffusione delle informazioni relative alla sperimentazione contro il melanoma, le azioni Moderna hanno registrato un forte rialzo nelle contrattazioni pre-apertura alla Borsa di New York.

Sul piano scientifico e regolatorio, il percorso non è tuttavia concluso. Moderna e Merck intendono presentare i risultati completi dello studio INTerpath-001 durante un prossimo congresso medico internazionale, consentendo così una valutazione più approfondita dei dati.

Le due aziende hanno inoltre annunciato l’intenzione di condividere i risultati con le autorità regolatorie, avviando il percorso necessario per una possibile approvazione del trattamento.

Il dato centrale emerso dalla sperimentazione resta il raggiungimento degli obiettivi dello studio di fase 3 nella popolazione coinvolta. La combinazione tra Intismeran e Keytruda si candida così a rappresentare un nuovo approccio personalizzato nella terapia adiuvante del melanoma, con l’obiettivo di ridurre la possibilità che la malattia ritorni dopo la completa rimozione chirurgica del tumore.

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