Ocrelizumab sottocute: svolta per la sclerosi multipla

Ocrelizumab sottocute: svolta per la sclerosi multipla

Somministrazione semestrale migliora vita e assistenza

Con l’approvazione dell’AIFA, giunta dopo il via libera della Commissione Europea nel giugno scorso, la formulazione sottocutanea di ocrelizumab entra ufficialmente tra le opzioni terapeutiche per la sclerosi multipla recidivante e primariamente progressiva. Il nuovo schema prevede una singola iniezione semestrale di circa dieci minuti, mantenendo la stessa frequenza dell’infusione endovenosa, ma con una modalità più rapida e meno invasiva.

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Il farmaco, già utilizzato con successo da oltre 350.000 pazienti nel mondo – di cui 14.000 in Italia – rappresenta un’evoluzione significativa nel trattamento della patologia, come evidenziato nel comunicato stampa diffuso dagli esperti coinvolti.

Massimo Filippi, presidente del Collegio dei Professori Ordinari di Neurologia e direttore dell’Unità di Neurologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, sottolinea come questa nuova modalità di somministrazione renda la terapia più accessibile e meno gravosa per i pazienti. “La possibilità di ricevere il trattamento in pochi minuti ogni sei mesi – ha dichiarato nel comunicato – semplifica il percorso terapeutico e riduce l’impatto sulla quotidianità, migliorando anche l’organizzazione dei servizi sanitari”.

La formulazione sottocutanea di ocrelizumab nasce come alternativa all’infusione endovenosa, con l’obiettivo di offrire una soluzione più flessibile e adattabile alle esigenze individuali. L’efficacia e la sicurezza del farmaco sono confermate da oltre undici anni di esperienza clinica, e i dati dello studio OCARINA II ne hanno supportato l’approvazione a livello europeo.

Mario Alberto Battaglia, direttore generale dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla, ha evidenziato nel comunicato stampa come questa innovazione rappresenti un passo concreto verso una terapia che rispetti la vita delle persone. “Quando una cura si integra con la quotidianità – ha affermato – restituisce tempo, autonomia e dignità. È ciò che chiedono ogni giorno le persone con SM: soluzioni efficaci, ma anche sostenibili”.

Anche dal punto di vista organizzativo, la somministrazione sottocutanea offre vantaggi tangibili. Claudio Gasperini, direttore della UOC di Neurologia e Neurofisiopatologia dell’Ospedale San Camillo-Forlanini di Roma, ha spiegato come questa modalità consenta di ottimizzare tempi e risorse nei centri SM. “La somministrazione in struttura garantisce sicurezza clinica e favorisce l’aderenza terapeutica – ha dichiarato – riducendo l’impatto sulla vita dei pazienti e dei caregiver”.

Un aspetto particolarmente rilevante riguarda le donne in gravidanza, spesso colpite dalla sclerosi multipla in una fase della vita in cui si pianifica la maternità. La formulazione sottocutanea di ocrelizumab consente un controllo efficace della malattia anche nel periodo pre-concepimento e postpartum, offrendo un percorso terapeutico più personalizzato.

Secondo Eleonora Cocco, direttrice del Centro Regionale per la diagnosi e cura della sclerosi multipla dell’Ospedale Binaghi di Cagliari e professoressa ordinaria di Neurologia all’Università di Cagliari, il farmaco rappresenta un’opzione ad alta efficacia per le pazienti che desiderano affrontare una gravidanza. “Grazie alla sua azione immunomodulatoria prolungata e alla bassa probabilità di trasferimento placentare nel primo trimestre – ha spiegato nel comunicato – è possibile mantenere il controllo della malattia riducendo i rischi per madre e bambino”.

Le evidenze scientifiche disponibili indicano che l’esposizione in utero o tramite l’allattamento non comporta un aumento del rischio di esiti avversi né effetti negativi sui livelli di cellule B nei neonati. Questo consente alle pazienti di riprendere la terapia pochi giorni dopo il parto, conciliando il desiderio di maternità con la necessità di mantenere un adeguato controllo della patologia.

La decisione dell’AIFA, che segue quella della Commissione Europea, segna un cambiamento importante nel panorama terapeutico della sclerosi multipla. Il comunicato stampa evidenzia come questa innovazione sia il frutto di un lungo percorso di ricerca e ascolto dei bisogni reali dei pazienti.

La somministrazione sottocutanea di ocrelizumab non è solo una semplificazione tecnica: è un gesto concreto di attenzione verso chi convive con una malattia cronica, offrendo una terapia che si adatta meglio alla vita, alle scelte e ai sogni delle persone.

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