Pillola orale abbatte colesterolo e cambia prevenzione cardiaca

Pillola orale abbatte colesterolo e cambia prevenzione cardiaca

Terapie anti-obesità e PCSK9 rivoluzionano la lotta al cuore

La prevenzione cardiovascolare entra in una fase di svolta con l’arrivo di una pillola orale anti-colesterolo basata sugli inibitori di PCSK9 e con l’estensione dei farmaci anti-obesità ai pazienti cardiopatici. Dal 86° Congresso della Società Italiana di Cardiologia (Sic) emerge un messaggio netto: occorre intervenire prima che la malattia aterosclerotica si manifesti in forma acuta, affiancando alle statine le nuove terapie.

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Il dato è allarmante: la metà dei 600 infarti quotidiani in Italia colpisce persone senza precedenti clinici. Circa 300 pazienti al giorno si trovano improvvisamente di fronte a un evento acuto, senza alcun segnale pregresso. Per questo i cardiologi parlano di “nuova frontiera” della prevenzione, puntando su strategie capaci di ridurre drasticamente la mortalità.

La novità più attesa riguarda il passaggio dalle iniezioni alla somministrazione orale degli inibitori PCSK9. Una compressa quotidiana potrebbe garantire la stessa efficacia delle terapie iniettive, stabilizzando le placche aterosclerotiche e riducendo il rischio di primo infarto. “La sfida è bloccare la progressione della malattia prima che diventi irreversibile”, sottolineano gli esperti.

Parallelamente, cresce l’attenzione verso l’obesità, definita “nuovo target terapeutico”. In Italia il sovrappeso interessa 4 cittadini su 10, con conseguenze dirette su infarto, ictus, fibrillazione atriale e scompenso cardiaco. L’obesità è responsabile di oltre 20.000 decessi l’anno legati al cuore, pari al 10% delle 220.000 morti cardiovascolari registrate annualmente.

A livello globale, gli studi stimano circa 2 milioni di morti attribuibili a un indice di massa corporea elevato. Negli Stati Uniti la mortalità per cardiopatia ischemica correlata all’obesità è triplicata negli ultimi 15 anni, segnalando un trend che preoccupa anche l’Europa.

I farmaci anti-obesità, già efficaci nel diabete, hanno dimostrato di ridurre significativamente il rischio cardiovascolare. La Sic chiede di estenderne la rimborsabilità ai pazienti cardiopatici con sovrappeso, per offrire una protezione aggiuntiva. “Ogni anno vissuto con eccesso ponderale aumenta la probabilità di complicanze”, ribadiscono i cardiologi.

La combinazione tra nuove terapie anti-colesterolo e farmaci anti-obesità rappresenta dunque un cambio di paradigma. Non più solo gestione dell’evento acuto, ma prevenzione mirata e anticipata. Una strategia che potrebbe ridurre drasticamente il numero di infarti e salvare migliaia di vite, trasformando la lotta contro le malattie cardiovascolari in un terreno di innovazione clinica.

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