I primi dieci interventi al Policlinico Vanvitelli di Napoli
Una nuova metodologia medica permette di contrastare i disturbi motori gravi senza ricorrere all’uso del bisturi. Presso il Policlinico universitario Vanvitelli di Napoli, dieci pazienti hanno completato con successo un trattamento basato su ultrasuoni focalizzati guidati da risonanza magnetica. La procedura ha interessato nello specifico otto cittadini residenti in Campania e due persone provenienti da altre regioni italiane. Questo approccio elimina i tremori invalidanti causati dal morbo di Parkinson resistente ai farmaci e dal tremore essenziale, evitando l’impianto di elettrodi cerebrali tipico della stimolazione profonda. I soggetti trattati dalla fine dello scorso novembre a oggi hanno registrato un recupero immediato delle proprie capacità funzionali. La riduzione del disturbo motorio si è attestata tra l’ottanta e il cento per cento nella quasi totalità dei casi osservati, restituendo piena autonomia ad attività quotidiane come scrivere, mangiare e guidare.
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Funzionamento del sistema a ultrasuoni
L’intervento si focalizza sull’impiego di un apposito dispositivo a forma di casco dotato di oltre mille sorgenti ultrasoniche, posizionato all’interno di uno scanner per risonanza magnetica. I fasci sonori colpiscono con precisione millimetrica le aree cerebrali profonde che generano il movimento anomalo. Attraverso questo bombardamento mirato si ottiene la necrosi del tessuto responsabile della patologia senza intaccare le zone sane circostanti. L’effetto terapeutico agisce in modo controlaterale, curando i tremori del lato destro tramite l’azione sull’emisfero sinistro e viceversa. L’intera sessione clinica ha una durata media compresa tra le tre e le quattro ore. Durante questo lasso di tempo il paziente resta cosciente, permettendo all’équipe medica multidisciplinare di verificare i progressi motori in tempo reale grazie a continui test di controllo.
Prospettive future e sostenibilità
I riscontri clinici a lungo termine evidenziano la stabilità dei benefici ottenuti, con un controllo dei sintomi che si mantiene significativo anche a distanza di cinque anni dall’operazione. Sebbene la naturale progressione della patologia possa causare una parziale ricomparsa dei tremori, la metodica consente una ripetizione del trattamento previa accurata valutazione radiologica. Recenti studi clinici aprono inoltre l’applicazione della tecnica a forme di Parkinson caratterizzate principalmente da rigidità e rallentamento motorio unilaterale. L’acquisizione di questo macchinario di ultima generazione è stata completata mediante l’utilizzo di specifici stanziamenti di fondi regionali. Di conseguenza, la Campania si inserisce attualmente come l’unica regione dell’intero Mezzogiorno capace di erogare tale prestazione all’interno del sistema sanitario pubblico, garantendo un percorso formativo avanzato per i giovani ricercatori dell’ateneo.


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