Aspirina frena l’ingresso del virus con mirato effetto sulla Spike

Aspirina frena l’ingresso del virus con mirato effetto sulla SpikeNuovi dati da Bergamo mostrano l’azione del farmaco sulla proteina virale

L’aspirina torna al centro dell’attenzione scientifica grazie a una nuova analisi dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, che approfondisce un filone di studi avviato negli anni più intensi della pandemia. Le ricerche condotte tra il 2021 e il 2023 avevano già indicato come l’impiego tempestivo dei farmaci antinfiammatori non steroidei potesse contribuire a contenere l’evoluzione delle forme iniziali di Covid-19. Un’indicazione confermata anche da un lavoro indipendente pubblicato nel 2024, che ha rafforzato l’ipotesi di un ruolo dei FANS nelle prime fasi delle infezioni respiratorie.

Nuove evidenze sui meccanismi molecolari

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Il recente studio diffuso su Frontiers in Immunology amplia il quadro, concentrandosi sui processi che regolano l’interazione tra il virus e le cellule dell’ospite. I ricercatori hanno osservato come l’aspirina, a concentrazioni compatibili con quelle raggiungibili nell’organismo umano, sia in grado di indurre modificazioni strutturali della proteina Spike, elemento chiave utilizzato da Sars-CoV-2 per agganciarsi al recettore ACE2. Secondo gli autori, queste alterazioni riducono l’efficienza del legame, limitando così la capacità della Spike di avviare il processo di ingresso virale nelle cellule epiteliali.

Effetti documentati nei modelli sperimentali

Le analisi condotte nei laboratori di Bergamo e Ranica hanno permesso di verificare tali dinamiche sia in colture cellulari sia in modelli sperimentali. In entrambi i contesti, l’aspirina ha mostrato un impatto significativo nel contenere infiammazione, fibrosi e danno polmonare associati all’esposizione alla proteina Spike. Gli studiosi sottolineano come questi risultati non riguardino l’azione diretta sul virus, ma la risposta dell’organismo agli stimoli indotti dalla Spike, offrendo un tassello ulteriore per comprendere i meccanismi biologici coinvolti.

Il ruolo dei FANS nelle fasi iniziali dell’infezione

Le conclusioni del gruppo di ricerca ribadiscono l’importanza di un impiego corretto degli antinfiammatori nelle prime fasi delle infezioni respiratorie. Gli esperti ricordano che l’uso di questi farmaci deve sempre avvenire sotto indicazione medica, evitando iniziative personali e trattamenti non supervisionati. Il lavoro del Mario Negri si inserisce in un percorso di approfondimento che, negli ultimi anni, ha contribuito a chiarire come la modulazione dell’infiammazione possa influire sull’evoluzione clinica delle infezioni virali, offrendo nuove prospettive per la gestione delle fasi precoci della malattia.

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