Psoriasi a placche, nuovi risultati positivi da secukinumab

La psoriasi non è semplicemente un problema estetico, ma una malattia cronica, persistente e a volte invalidante

Novartis ha annunciato ulteriori risultati dallo studio SCULPTURE, i quali dimostrano che Due terzi dei pazienti con psoriasi a placche da moderata a severa, trattati con il secukinumab, non ha segnalato alcun impatto negativo di questa malattia cutanea sulla loro qualità di vita per un periodo di 5 anni. Lo ha annunciato Novartis riferendo i risultati dello studio “Sculpture” e pubblicato da Osservatorio Malattie Rare

I dai si sono ottenuti dalla risposta 0/1 del questionario Dermatology Life Quality Index (DLQI), giunta dal 72,7% dei pazienti all’anno 1 e dal 65,5% all’anno 5. Dati questi che sono stati presentati al congresso annuale dell’American Academy of Dermatology (AAD), a San Diego (California, USA).

I risultati dello studio dimostrano anche che i punteggi ‘PASI assoluto’ ≤1, ≤2, e ≤3 ottenuti all’anno 1 (rispettivamente nel 58,6%, 67,9% e 74,1% dei pazienti), sono stati mantenuti fino all’anno 5(rispettivamente 53,3%, 66,4% e 75,4%). L’analisi di prevalenza del PASI assoluto può fornire un’indicazione della gravità della malattia dopo il trattamento. Il raggiungimento di un punteggio PASI assoluto inferiore a 2 o 3 è stato proposto come indice di successo del trattamento.

La psoriasi non è semplicemente un problema estetico, ma una malattia cronica, persistente e a volte invalidante, che può compromettere anche gli aspetti apparentemente meno importanti della vita quotidiana delle persone.

“Esiste una correlazione tra il raggiungimento della ‘clear skin‘ (pelle ‘libera’ da lesioni) e il miglioramento della qualità della vita: una corretta gestione della psoriasi dovrebbe affrontare sia i sintomi fisici della malattia, sia il suo impatto negativo sulla vita quotidiana dei pazienti”, ha dichiarato Craig Leonardi, MD, Professore associato di dermatologia presso la St. Louis University School of Medicine. “I risultati dello studio SCULPTURE dimostrano che, sul lungo termine, il trattamento con il secukinumab può soddisfare entrambe queste esigenze. E’ incoraggiante osservare tali miglioramenti nelle risposte DLQI e nei punteggi PASI assoluto inferiori a 3 nell’arco di un periodo di 5 anni”.

I pazienti con psoriasi sono alla ricerca di un trattamento che permetta loro non solo di raggiungere una clear skin, ma anche di affrontare l’impatto negativo che la psoriasi ha sulle loro vite”, ha affermato Shreeram Aradhye, Chief Medical Officer e Global Head, Medical Affairs, Novartis Pharmaceuticals. “Siamo entusiasti di queste nuove evidenze – secondo le quali due terzi dei pazienti affetti da psoriasi non segnalano alcun impatto sulla qualità della loro vita a 5 anni quando vengono trattati con il secukinumab – e delle possibilità che queste offrono ai pazienti”.

Coerentemente con quanto riportato nello studio principale e nei precedenti studi di Fase III, gli eventi avversi più comuni hanno incluso naso-faringite, infezione del tratto respiratorio superiore e cefalea.

Il secukinumab è il primo antagonista completamente umano della IL-17A approvato per il trattamento della spondilite anchilosante, dell’artrite psoriasica e della psoriasi a placche da moderata a severa. A oggi, il secukinumab è stato prescritto a oltre 140.000 pazienti in tutto il mondo.

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