Parodontite una patologia insidiosa Filippo Ederli a Dottor Salute

del Dottor Filippo Ederli

La parodontite è un’infezione/infiammazione cronica supportata dalla placca batterica (quindi da germi),che colpisce i tessuti del parodonto, (cemento radicolare,gengiva,ossa alveolari, legamento parodontale), fino alla loro distruzione. Non è quindi colpito il dente in se,come nel caso della carie,ma tutto quello che gli sta intorno e lo sorregge,cioè il parodonto, che è la struttura che mantiene stabili i ns, denti in bocca.Tale patologia veniva e,purtroppo ancora oggi viene chiamata Gengivite o Piorrea espulsiva con la convinzione totalmente sbagliata che non sia curabile.

E’ la sesta malattia più diffusa al mondo

E’ la sesta malattia più diffusa al mondo e la prima causa di perdita dei denti e,ne sono vittima soprattutto le persone che hanno superato la 4 decade di età.Si calcola che siano tra il 40 e il 60 per cento,quindi una prevalenza altissima.

Ne esistono a grandi linee tre forme:

1) Parodontite cronica(la più diffusa);
2) Parodontite aggressiva:la più pericolosa
3) Parodontite ulcero necrotizzante acuta e gengivite ulcero necrotizzante acuta (PUNA E GUNA): le forme acute e più dolorose

Segni e sintomi della P. variano a seconda del tipo,possiamo comunque sostenere che la stessa è una malattia subdola:alitosi,sanguinamento e retrazione gengivale,gonfiore delle gengive e loro arrossamento possono essere i primi segni,ma,spesso accade che non vi sia sintomo visibile alcuno;la totale assenza di dolore poi,(nella maggior parte dei casi),porta il paziente a credere erroneamente di esser sano.
Succede invece che silentemente, per i motivi di cui sopra, i batteri della placca si infilino tra gengiva e dente e, nel corso degli anni,continuino a” mangiare”l’osso di supporto dei nostri denti,sino a farli ciondolare e poi cadere!!!Ecco perché i nostri nonni la chiamavano Piorrea o Gengivite Espulsiva.

Di qui, l’importanza di sottoporsi periodicamente ad una visita parodontale specialistica,visto che,purtroppo tale patologia rimane misconosciuta o bistrattata dalla maggior parte dei dentisti:si calcola che solo il 7% di essi se ne occupi seriamente,malattia che invece è ,oserei dire endemica.Solo il 9 per cento dei pazienti riceve una diagnosi parodontale specialistica,dato drammatico considerata l’altissima incidenza della malattia.

Va quindi ben fissato nella mente,come comprovato da tutta la letteratura scientifica internazionale,che la P. ,pur essendo una malattia cronica si può curare con grande successo con terapie prima non chirurgiche e poi,ove necessario chirurgiche mini invasive,che esaltano l’assenza di dolore grazie anche all’aiuto di farmaci antidolorifici a dosaggi omeopatici.

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Le tecniche chirurgiche,sempre mini invasive, possono essere rigenerative,ovvero miranti a riformare il parodonto perso a causa della malattia, o, resettive ovvero miranti “semplicemente” ad impedirne la recidiva patologica.

Si deve quindi oggi dare come assodato il fatto che quasi tutti i denti parodontopatici possono essere salvati,con grande guadagno per la salute,oltre che,economico!!Non dimentichiamo mai che un dente è un organo,e che la sua estrazione,è un atto irreversibile che comporta una cascata di eventi sfavorevoli per l’equilibrio della bocca e dell’organismo tutto.Grande è la correlazione tra malattia parodontale ed alcune malattie sistemiche dell’organismo.

E ormai assodato che la cura della parodontite provoca benefici nei pazienti che soffrono di diabete e viceversa,come è appurato che la stessa è un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.Ultimamente inoltre è stato visto che curare la parodontite da benefici anche nei soggetti affetti da artrite reumatoide.

Altra cosa fondamentale che oggi deve essere data come assodata,come testimoniato dalla letteratura scientifica internazionale, è che mai,ripeto mai ,deve essere estratto un dente parodontale e poi rimpiazzato con un impianto,senza che prima sia stato trattato il parodonto di tutta la bocca;altrimenti, l’impianto andrà incontro a periimplantite (Il corrispettivo della parodontite che si manifesta attorno gli impianti stessi),patologia per la quale non ci sono ancora protocolli di cura predicibili,ovvero ce ne sono molti ma,nessuno di questi,può”garantire”nè la sopravvivenza nè tantomeno il successo della ri-osteointegrazione,ove avvenga, né,in definitiva,la permanenza dell’impianto in bocca.Anche qui esistono terapie rigenerative(miranti cioè a ricreare osso)e terapie resettive che tendono alla conservazione dell’osso residuo e l’impedimento della recidiva.

Queste possono avvenire grazie all’utilizzo di membrane riassorbibili e non riassorbibili e l’utulizzo di biomateriali quali l’osso bovino deproteinizzato.

Inoltre sono ben noti sono i rapporti della Paeodobtite con alcune malattie sistemiche come il diabete e le malattie cardiovascolari e l’artrite reumatoide e vi sono studi(Ultima frontiera)che sembrano asserire che alcuni probiotici(come il lactobacillus reuteri presenti in alcuni jogurt) aiutino la terapia della parodontite.

Da non sottovalutare inoltre le carenze di vitamina D e l’importanza di assumere cibi che diminuiscano il grado di infiammazione di tutto l’organismo come i Kiwi neozelandesi.

Settore a parte della Parodontologia è rappresentato dalla chirurgia plastica muco-gengivale,disciplina che permette in molti casi di ricoprire i denti molto lunghi(con le radici esposte)a causa di P. ed errato spazzolamento. Le tecniche chirurgiche,sempre mini invasive possono,in molti casi,portare alla ricopertura radicolare completa e quindi ad un’estetica ottimale.

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