EBUS, l’evoluzione del broncoscopio con il professore Dottorini

La broncospia EBUS è un esame diagnostico di endoscopia toracica che utilizza un videobroncoscopio di ultima generazione

EBUS, l’evoluzione del broncoscopio con il professore Dottorini

La broncospia EBUS è un esame diagnostico di endoscopia toracica che utilizza un videobroncoscopio di ultima generazione (EBUS, Endo Bronchial Ultra Sound) al fine di diagnosticare anche le più piccole avvisaglie del tumore al polmone intervenendo con precisione ed efficacia all’interno delle vie bronchiali.

A che cosa serve la broncoscopia EBUS?

EBUS è un videobroncoscopio che, a differenza di quello tradizionale, è dotato di una microsonda ecografica che permette di vedere i diversi strati della parete bronchiale, visualizzare le strutture al di fuori di trachea e bronchi (linfonodi, vasi, mediastino, polmone, cuore, esofago) e, grazie alla guida ecografica, prelevare dei campioni di tessuto (biopsie) di neoformazioni sospette.

La broncoscopia EBUS è un’indagine molto sofisticata, che viene proposta ai pazienti quando c’è sospetto di una malattia tumorale dell’apparato respiratorio non direttamente visibile all’interno delle vie bronchiali.

EBUS offre una diagnosi più precisa in tutti quei pazienti affetti da patologie tumorali di piccolissime dimensioni sulle quali, fino a ieri, non era possibile fare biopsie con precisione millimetrica se non con tecniche più invasive. Consente inoltre di studiare con maggiore precisione la singola neoplasia polmonare, di individuare la tipologia di tumore (istotipo), di classificarlo (stadiarlo) per definirne la migliore strategia terapeutica: chirurgica, oncologica, radioterapica oppure la combinazione di queste.

Inoltre l’utilizzo dell’ecobroncoscopio serve per studiare e analizzare altre patologie che interessano le strutture che si trovano in prossimità delle vie aeree: le patologie tumorali dei linfonodi (linfomi), le patologie granulomatose ed infettive (sarcoidosi, TBC), le patologie del mediastino (tumori del mediastino, tumori dell’esofago).

Fonte: www.gavazzeni.it

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