Scoperti marcatori utili a valutare stop sicuro alla terapia
Un gruppo di giovani nati con l’HIV e sottoposti a terapia sin dai primissimi anni di vita ha mostrato una straordinaria capacità di contenere il virus, mantenendolo in uno stato quasi silente. È quanto emerge da una ricerca dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, realizzata in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata e il Summit di Boston, recentemente pubblicata su Cell Reports Medicine.
| © Protetto da Copyright DMCA |
Lo studio ha permesso di individuare biomarcatori immunologici associati a una presenza estremamente ridotta del virus nell’organismo, aprendo nuove prospettive per la gestione a lungo termine dell’infezione. L’analisi si è concentrata su soggetti trattati fin dalla primissima infanzia, alcuni dei quali oggi adolescenti e giovani adulti, che mostrano una particolare efficienza nel controllo della replicazione virale.
Secondo il professor Paolo Palma, responsabile di Immunologia Clinica e Vaccinologia del Bambino Gesù, la vera sfida nei pazienti pediatrici con HIV congenito è legata alla necessità di assumere farmaci antiretrovirali per tutta la vita. Sebbene l’aspettativa di vita sia aumentata significativamente, la terapia comporta problemi legati alla tossicità cumulativa e alla continuità dell’assunzione.
L’obiettivo della ricerca è quello di identificare profili immunologici di sicurezza che possano un giorno permettere l’interruzione controllata e sicura della terapia. Grazie ai nuovi dati, i ricercatori hanno ora a disposizione indicatori biologici più precisi per valutare il grado di protezione immunitaria residua nei pazienti.
Questo approccio potrebbe rivoluzionare la strategia terapeutica nei giovani con infezione da HIV contratta alla nascita, riducendo la dipendenza da trattamenti a vita e migliorando significativamente la qualità della loro esistenza.
Lo studio rappresenta un passaggio cruciale verso protocolli clinici più personalizzati e sostenibili, fondati su parametri oggettivi in grado di guidare decisioni mediche complesse come la sospensione dei farmaci antiretrovirali.

Commenta per primo