Le statine non è che facciano poi così bene alla salute

Le statine non è che facciano poi così bene alla salute
Lo dice uno studio pubblicato dalla rivista Journal of General Internal Medicine

Le statine, farmaci per il controllo del colesterolo, aumenterebbero il rischio di diabete. I risultati dello studio, considerati «allarmanti» dal dottor Mansi, sono stati pubblicati per intero nella rivista scientifica Journal of General Internal Medicine. Si tratta di farmaci che hanno il ruolo di di equilibrare il livello di colesterolo nel sangue per prevenire il rischio di malattie cardiache o ictus.

Il loro uso rallenta la produzione di colesterolo. I ricercatori della University of Texas, con a capo il professor Ishak Mansi, hanno monitorato 3.982 individui che prendono regolarmente questi medicinali, riscontrando in essi una probabilità pari al doppio di ammalarsi di diabete rispetto alle persone che non ne fanno uso.

«Il rischio di sviluppare il diabete a causa delle statine già si conosceva, ma fino ad ora si pensava che il legame tra il farmaco e la malattia fosse dovuto al fatto che le persone a cui vengono prescritte siano già in partenza propense a sviluppare questo problema», ha spiegato il professor Mansi durante un’intervista con il giornale britannico Express. Una buona prevenzione è quella di fare più attività fiscia, controllare l’alimentazione, oppure evitando i vizi del fumo e/o dell’alcol.

Le statine

Le statine sono farmaci che inibiscono la sintesi del colesterolo endogeno agendo sull’enzima idrossimetilglutaril-CoA reduttasi, che converte la molecola del 3-idrossi-3-metilglutaril-CoA in acido mevalonico, un precursore del colesterolo. Un altro meccanismo d’azione può coinvolgere l’attivazione della proteina SREBPs e la sua proteina accompagnatrice SCAP che la proteolizza e ne determina la translocazione nel nucleo dove promuove la trascrizione e la traduzione di geni che codificano per i recettori delle LDL, con l’obiettivo ultimo di abbassarne i livelli plasmatici. Un altri meccanismo d’azione, condiviso con i fibrati è la variazione qualitativa delle VLDL prodotte affinché abbiano maggiore affinità per il fegato.

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